“Il mio gusto cinematografico non è di origine cinematografica, ma figurativa. Quello che ho in testa come visione, come campo visivo, sono gli affreschi di Masaccio, di Giotto, che sono i pittori che amo di più, assieme a certi manieristi (per esempio il Pontormo). (…) Quindi le mie immagini, quando sono in movimento, sono in movimento un po’ come se l’obbiettivo si muovesse su loro sopra un quadro; concepisco sempre il fondo come il fondo di un quadro, come uno scenario, e per questo lo aggredisco sempre frontalmente. E le figure si muovono su questo sfondo sempre in maniera simmetrica, per quanto è possibile: primo piano contro primo piano, panoramica di andata contro panoramica di ritorno, ritmi regolari (possibilmente ternari) di campi, ecc (<<Il Giorno>>, 20 maggio 1962)

Pasolini quindi attribuisce notevole importanza all’arte, che diventa centrale soprattutto nella sua produzione cinematografica: i suoi personaggi incarnano passioni già viste sulle tele di Caravaggio, Giotto e Masaccio; anche gli ambienti gli scenari sono impregnati di Rinascimento e rimandano in modo nostalgico ad un paese (l’Italia) non ancora contaminato dall’industria e dal potere del consumo. Nella produzione artistica rinascimentale Pasolini ritrova la purezza, la sacralità che non trova nella produzione artistica a lui contemporanea attenta al contrario proprio allo sviluppo industriale e sociale. Per rappresentare quindi la realtà delle borgate nella loro innata purezza e nella loro selvaggia lotta alla sopravvivenza, Pasolini si lascia ispirare dal Rinascimento. Va ricordato in particolare il film le Mura di Sana, in cui Pasolini sottolinea polemicamente il contrasto formale tra le vecchie mura di Sana, simbolo di una attenta tradizione artistica e popolare , e le nuove costruzioni popolari attente solo al margine economico da rispettare e che mancano totalmente di gusto e di stile artistico; queste nuove costruzioni secondo il regista inoltre, rovinano completamente la vecchia città e il paesaggio circostante che faceva da cornice, a dimostrazione di un potere che non commissiona più opere in funzione anche del gusto estetico, ma che si preoccupa esclusivamente di funzionalità extraeconomica.
La polemica nei confronti di un arte strumentalizzata dalla società dei consumi e dalla produzione industriale, avvicina Pasolini al movimento artistico dei Preraffaelliti , e dell’ Arts and Crafts.
Il movimento preraffaellita nasce infatti in Inghilterra come polemica nei confronti delle istituzioni, e come disagio nei confronti della civiltà industriale il cui simbolo è la macchina, prima nemica della creatività. Jhon Ruskin fu colui che pose le basi del movimento artistico, definendo, nell’opera Modern Painters , l’ arte come espressione delle bellezze naturali donate da Dio; questo divenne un po’ il motto degli artisti preraffaelliti tra i quali spiccano Holman Hunt, Millais , Burne-Jones e Dante Gabriel Rossetti.
Il modello di ispirazione artistica per la confraternita preraffaelita è il medioevo, poiché è in questo periodo che il sentimento popolare trova espressione diretta nella produzione artistica, cosa che invece , e lo sottolinea anche Pasoilni si perde completamente con la cultura e l’arte del progresso.
Jhon Ruskin, propone un arte che rimedi la perdita dei valori nella società moderna, che diffonda il gusto artistico medioevale in opposizione alla produzione artistica a lui contemporanea che definisce “oscena e puerile”. L’arte deve riprodurre il vero, la quotidianità nella sua religiosità.
Vicino al movimento preraffaelita fu anche William Morris , socialista utopistico , che concepisce l’arte come indispensabile valore nella vita dell’uomo ormai allineato dal lavoro. Morris è anche il fondatore dell’ Arts and Crafts , corporazione di arti e mestieri, che si proponeva di recuperare il lavoro artigianale, manuale nella produzione artistica.
Il problema quindi della crisi culturale e sociale frutto del progresso e della rivoluzione industriale, è centrale tanto nella produzione artistica di Ruskin e Morris, tanto nella produzione cinematografica di Pasolini.
Non sono solo però accumunati dal gusto estetico e artistico ma anche e soprattutto dal punto di vista ideologico politico, che nell’Arts and Crafts diverra socialismo utopistico, mentre in Pasolini diverrà conflitto con il riscatto politico marxista.