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Da Lusignolo della Chiesa
Cattolica
MEMORIE
Torno alle giornate
più remote del nostro
amore, una marea
di muta gratitudine,
e disperati baci.
Tutta la mia infanzia
è sulle tue ginocchia
spaventata di perderti
e perdutamente
felice di averti.
Ho compiuto il viaggio
che tu non hai compiuto,
mia Lodoletta, madre
fanciulla. Coraggio
di dolce indiziato,
invasato e imprudente
e cieco amore
Fui
un altro, al ritorno,
con in volto la maschera
della nostra dolcezza.
Una bellezza fonda
dombre nella fronte
pura e nellonda
giovane dei capelli
magra negli ossi
del mento e degli zigomi,
dura nella tenera
curva della faccia
bellezza di ragazzo
o ladro trasparente
e torbida riempita
da una vecchia innocenza,
indurita dagli anni
ma, forse, ancora mite
.
Ah, odiosa mitezza
adorabile in te
ceri davvero bella.
Ricordo i pomeriggi
di Bologna: al lavoro
cantavi nella casa
che non era che un eco.
Poi tacevi, e volata
nellaltra stanza ( ah il bruno
tuo passo di bambina
)
riprendevi a cantare.
E il pomeriggio era
Silenzioso e rapimento:
già presagiva, forse,
di contare nel gioco
orrendo del destino.
Tu sai quanto fui puro
quanto amavo una vita
troppo bella per me
quanto ero deciso
a difendere e amare
Ma tu di me conosci
gli abbandoni, l aureola
di ingenue deduzioni,
la passione irrichiesta
e nobile
Ne ignori
una rassegnazione
che è bassezza, gergo,
parola disonesta.
Nella storia del nostro
Amore cè un ombra,
il rapporto unico,
la troppa confidenza
che non sesprime, resta
parola, imputridisce
La purezza perduta:
ecco la novità,
il terribile dato,
e la vecchia famiglia
ancora forse trepida
della storia padana,
della sua giovinezza
triste ed eroica
Il mondo è nellombra
del tuo tiepido riso
di madre giovinetta.
Ah, non so nulla e tutto
Della tua floridezza,
le tue vesti fragranti
di mode impure e timide,
la tua bianca gola,
simile alle eroine
dell epoca
Tu, sola,
davi la solitudine
a chi, nella tua ombra,
provava, per il mondo,
un troppo grande amore.
Mi innamoro dei corpi
che hanno la mia carne
di figlio col grembo
che brucia di pudore
i corpi misteriosi
duna bellezza pura
vergine e onesta, chiusi
in un gioco ignaro
di sorrisi e di grazia
( aria che li rischiara
coi loro deliziosi
capelli, in prati impuri
della loro innocenza ),
corpi spenti dai tremiti
della carne, uno spettro
di batticuori senza
pietà, spada affondata
nella rosa disfatta
della gola che sanguina,
i corpi dei figli
coi calzoni felici,
col bruno o il biondo
delle madri nei passi,
e un troppo grande amore,
nel cuore, per il mondo.
Pier Paolo Pasolini
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