Il contesto letterario che ruota attorno a Pasolini è sicuramente quello neorealista, che però solo in parte si avvicina ai contenuti proposti dal poeta. Anche nel neorealismo, in cui si inseriscono autori come Pavese, Vittorini e Levi, protagonisti sono le classi popolari: contadini, braccianti, operai, fino ad ora esclusi dalla storia e in parte dalla produzione artistico letteraria. Accanto al contesto neorealista si pone perfettamente la figura di Antonio Gramsci che con le sue opere, in particolare “Letteratura e vita nazionale”, propone una letteratura “nazional popolare”, in grado di rispecchiare le aspettative delle masse oppresse favorendone il riscatto politico. Questo contesto fu molto importante per Pasolini che vedeva soprattutto nelle idee di Gramsci le proprie ideologie marxiste e le proprie speranze sociali, ma in Pasolini come abbiamo visto sia nella la produzione letteraria che in quella cinematografica, la speranza di riscatto svanisce in una condizione innata inferiore che porta solo alla morte. Ecco perché non si può considerare Pasolini un vero neorealista, anzi forse egli è più vicino al verismo che non al contesto letterario a lui contemporaneo.

Contatto importante per Pasolini con il mondo letterario è anche l’amicizia con Alberto Moravia; dal punto di vista poetico però i due sono essenzialmente diversi, soprattutto nei punti di vista, Moravia ad esempio nel affrontare il tema delle borgate romane in uno dei suoi racconti sdrammatizza la condizione miserabile e precaria del sottoproletariato, avvolgendo la narrazione di ironia e compassione umana.
Anche le opere di Pratolini non possono essere accostate a quelle di Pasolini in quanto la rappresentazione del mondo popolare risente di troppo paternalismo.

Nemmeno Elsa Morante e Carlo Emilio Gadda posso essere considerati come vicini poeticamente a Pasolini: la prima poiché troppo fiabesca e psicologica, il secondo perché nell’uso del dialetto proprio delle borgate non ricerca una descrizione e una narrazione reale ma solo tensione formale e intellettuale.
Le avanguardie che seguirono successivamente percorrono addirittura strade opposte, sono infatti espressione proprio del neocapitalismo e della produzione industriale che Pasolini contestò per tutta la vita.