1961 Accattone
1962 Mamma Roma
1964 Il Vangelo secondo Matteo
1965 Uccellacci uccellini
1968 Teorema
1969 Medea
1970 Il Decameron

Pasolini inizia la sua carriera di regista nel 1960. Alle spalle ha qualche esperienza come sceneggiatore e come comparsa in piccoli film. Dal punto di vista del linguaggio e della tecnica cinematografica, egli però è completamente analfabeta.
Questo (è lo stesso Pasolini a dirlo) gli permette di affrontare in modo naturale e incondizionato, un sistema di comunicazione di massa molto più forte della letteratura, già travolto e malformato dalla società borghese privilegiata e omologatrice. Il suo cinema quindi, anche se tecnicamente sgrammaticato, può permettersi di distaccarsi dal contesto cinematografico di quegl’anni specialmente da quello neorealista con cui spesso viene confuso.
Inoltre il cinema di Pasolini può porsi come denuncia sociale e soprattutto politica, contro lo strapotere della società del consumismo, che è attento al profitto di pochi e ignora la miseria di molti. Questa denuncia politica che era già dominante nella letteratura di Pasolini e che dal 1960 si ripropone fortemente nel cinema, sarà la causa di tantissimi processi ai danni di Pier Paolo Pasolini, processi per oscenità, vilipendio alla religione di stato e tanti altri, a dimostrazione di un impronta avvolte troppo cruda ed esasperata da parte di Pasolini nel polemizzare con il mondo e un’ altrettanta cruda ed esasperata risposta da parte delle forze al potere, che preferivano nascondersi dietro la morale e il perbenismo, piuttosto che confrontarsi con una realtà vera tanto quanto Pasolini la raffigurava.