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MEDEA
scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini
La
vicenda: Medea figlia di re Eeta, è la dea della
morte e vive nella città di Ea nella regione
di Colchide, dove si trova il sacro vello d'oro. Qui
si sta svolgendo un sacrificio umano per la fertilizzazione
della terra, la vittima viene smembrata e bruciata,
il sangue della vittima viene poi posto in una bacinella
dove i presenti intingono le mani in segno propiziatorio.
Al termine del rito la sacerdotessa di Ecate (Medea)
pronuncia le parole:"Da vita al seme, e rinasce
il seme"
La narrazione si sposta poi nella città di Jolco
dove Giasone arriva per rivendicare il suo trono.
Il re Pelia gli promette il trono in cambio del sacro
vello d'oro. Giasone parte allora alla conquista del
vello d'oro, Medea che già prevede l'arrivo di
Giasone ruba il vello d'oro e scappa proprio alla ricerca
di Giasone per consegnargli il vello d'oro.
I due tornano poi alla città di Jolco, ma qui
Medea non sente più la voce del sole e della
terra prevedendo quindi un imminente disastro, inoltre
il re Pelia non è disposto a mantenere la promessa
e così Giasone riparte per altre conquiste molto
più ambiziose della prima.
Dopo sedici anni ritroviamo Meda e Giasone nella città
di Corinto dove i due vivono assieme ai loro tre figli,
ma Giasone senza tenere conto dell'amore di Medea chiede
in sposa la figlia del re.
Medea soffre e nella sofferenza ritrova le parole del
sole e della terra , in sogno le appaiono le immagini
della vendetta su Giasone che ella magistralmente sa
trasferire nella realtà. Riacquistati i sui poteri
maledice le proprie vesti donandole poi alla futura
sposa; questa indossate le vesti vede il passato di
Giasone e in preda al terrore si suicida seguita dal
padre. Medea già a conoscenza dell'accaduto serena
fa il bagno ai propri figli prima di ucciderli. L'ultima
scena del film mostra Medea tra i raggi del sole mentre
riparte assieme ai corpi dei suoi figli, con il potere
del sole brucia Corinto mentre Giasone invano tenta
di convincere Medea a fargli vedere per l'ultima volta
i suoi figli.
Questo film girato prevalentemente in
Siria e in Turchia rappresenta il successo di Pasolini
come regista italiano; proprio il successo sarà
fonte di critiche nei suoi confronti: colui che denunciava
l'omologazione della società a causa della perdita
di valori a favore dell'interesse per il profitto, diveniva
un prodotto stesso della società consumistica,
lasciandosi strumentalizzare dai sistemi di comunicazione
di massa come il cinema.
Pasolini non accolse tali critiche rispondendo che al
contrario era lui alla ricerca della strumentalizzazione
dei sistemi di comunicazione di massa a favore del suo
pensiero.
Il successo di questo film è dovuto anche alla
interpretazione della Callas nel ruolo di Medea: Pasolini
nello scrivere la sceneggiatura pensa proprio a lei
come soggetto principale unica per quel ruolo, e sui
suoi lineamenti e la sua espressività crea l'intero
film.
Ciò che Pasolini vuole far emergere dalla storia
di Medea è il contrasto tra civiltà differenti
contrasto che sfocia nella tragedia di Medea e Giasone,
che seppur innamorati non riescono a comprendersi.
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