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UCCELLACCI E UCCELLINI
Scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini (1965)
La
vicenda: la prima scena mostra una luna diurna sbiadita
su cui passano alcune nuvole. Su questa immagine sentiamo
i commenti cantati da Domenico Modugno.
Subito dopo compaiono i due personaggi principali, Innocenti
Marcello detto Totò e Innocenti Ninetto, che
percorrono una strada desolata e assolata della periferia
di Roma, verso una meta ignota. I due comminando, riflettono
sulla povertà e sulla tragedia che vive il povero
che non avendo nulla da perdere passa da una morte allaltra,
cioè dalla miseria alla morte. Improvvisamente,
sulle note del canto partigiano Fischia il vento,
compare sulla scena un corvo, che i sottotitoli ci dicono
essere un intellettuale di sinistra prima della morte
di Togliatti. Questo corvo parlante, che assomiglia
alla figura del grillo parlante di Pinocchio, viene
dal paese di Utopia; dopo essersi presentato, il corvo
inizia a raccontare una storia ai due protagonisti,
accompagnandoli nel loro cammino.
La storia che il corvo racconta parla di uccellacci
e uccellini ed è ambientata sette secoli addietro,
nella comunità si San Francesco dove si trasferisce
momentaneamente la narrazione del film; qui San Francesco
che ha appena finito di evangelizzare gli uccelli, affida
a San Ciccillo (Innocenti Marcello) e a San Ninetto
(Innocenti Ninetto), il compito di evangelizzare i falchi
ed i passeri . Ninetto cade nel panico mentre Ciccillo
lo invita alla calma; per capire come comunicare con
i falchi Ciccillo si inginocchia in meditazione e preghiera
per un anno intero, ascoltando i versi degli uccelli;
Ninetto nel frattempo osserva lamico pregare .
Dopo un anno di preghiera Ciccillo riesce ad evangelizzare
i falchi ma il compito non è concluso, mancano
infatti i passeri. Solo dopo molto tempo riuscirà
ad evangelizzare i passeri, tempo che Ninetto usa per
diffondere la notizia del miracolo compiuto da Ciccillo
con i falchi, scatenando quindi leuforia di malati
e storpi che sperano di farsi guarire dal frate. La
fatica di Ciccillo viene ripagata, ma subito dopo aver
insegnato la parola di Dio ai passeri, si accorge che
i falchi mangiano i passeri; Ciccillo riferisce laccaduto
a San Francesco che gli spiega che comunque possono
andare daccordo e profetizza lavvenire di
un uomo daglocchi azzurri, Marx, che cambierà
il mondo.
La narrazione si sposta di nuovo lungo la strada percorsa
dal corvo e dai due protagonisti che non hanno ben capito
la storia appena raccontata. Finalmente i due sembrano
giunti ad una meta, una vecchia casa di loro proprietà
messa in affitto; devono riscuotere laffitto a
una famiglia molto povera che non ha più nulla
da dare per pagare i proprietari, Totò dopo una
lite pietosa se ne va disprezzando la povera famiglia
di contadini, ma viene ripreso dal corvo che lo avvisa:
i pesci piccoli sono mangiati da quelli grandi.
Il cammino prosegue e i due protagonisti assieme al
corvo giungono alla casa del proprietario della loro
abitazione: costui come poco fa avevano fatto loro,
non ha pietà e minaccia di denunciarli se non
dovessero a breve pagare laffitto. La profezia
del corvo si era avverata e i due protagonisti iniziano
ora a capire le parole e il racconto del corvo.
Ciccillo e Ninetto pensano ad una possibile rivalsa
sociale, ma poi improvvisamente il film si sposta su
un altro scenario, il funerale di Togliatti.
Il film si conclude con la morte del corvo ammazzato
e mangiato proprio da Ciccillo e Ninetto, che si giustificano
dicendo che comunque prima o poi qualcuno lo avrebbe
ammazzato. I due poi proseguono verso la loro meta ancora
ignota.
Questo film si distacca completamente
dal realismo dei primi film di Pasolini, e si avvicina
più ad una favola surrealista incentrata
sui conflitti che dominano il regista a proposito di
ideologia politica. Alla tensione tragica si sostituisce
una pesante ironia, insolita anche per lo stesso Totò
che ha interpretato la parte di Ciccillo.
Il tema centrale dice Pasolini è la crisi
del marxismo della Resistenza e degli anni Cinquanta,
poeticamente situata prima della morte di Togliatti,
subita e vissuta, dallinterno, da un marxista,
che non è tuttavia disposto a credere che il
marxismo sia finito. Il corvo infatti è
metafora del pensiero dellautore, di Pasolini,
Totò e Ninetto rappresentano invece, gli italiani
innocenti che non sono partecipi della storia e che
ne verranno a conoscenza sulle proprie spalle divenendone
poi padroni e coscenti.
Il messaggio finale non è certamente ottimistico,
anzi riflette una crisi delle ideologie marxiste nella
società moderna ma vanno comunque sottolineate
alcune frasi importanti pronunciate nel film, che lasciano
intravedere una speranza futura anche se lontana che
conforta anche solo marginalmente la situazione proposta,
dice infatti il corvo: io non piango sulla fine
delle mie idee, perché verrà di sicuro
qualcun altro a prendere in mano la mia bandiera e portarla
avanti! E su me stesso che piango
.
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