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IL VANGELO SECONDO MATTEO
scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini (1964)
La
vicenda: il film è una riproduzione fedele del
Vangelo secondo Matteo; Pasolini non reinterpreta la
storia, ne il testo, quindi la vita di Gesù dalla
nascita fino alla resurrezione è ripercorsa in
modo autentico senza alcuna variazione del regista.Pasolini
sceglie il Vangelo di Matteo poichè ritiene che
la versione di Matteo sia quella in cui Cristo venga
rappresentato nel modo più umano possibile, Cristo
come uomo tra gli uomini.
Il film rappresenta perfettamente questa immagine di
Cristo, dolcissimo e mite ma che reagisce con rabbia
all'ipocrisia e alla falsità.
Centrale anche in questo film dalla dimensione religiosa
è la morte, che in questo caso non è solo
redenzione da una vita già scritta come per i
personaggi di Accattone e Mamma Roma , ma è anche
chiave di passaggio. La morte rende comprensibile il
linguaggio della nostra esistenza, che finchè
siamo in vita, manca di senso logico e risulta incomprensibile;
così il sacrificio di Cristo sulla croce diviene
l'unico modo possibile per comprenderne la parola e
i significati.
Questa interpretazione della morte di Cristo, se così
la si vuol definire, venne apprezzata dagli ambienti
cattolici che in qualche modo videro il film di Pasolini
come una riconciliazione tra l'artista e la Chiesa,
dopo la condanna per vilipendio alla religione di Stato
inflitta pochi mesi prima allo stesso Pasolini. Le forze
politiche e culturali di sinistra al contrario non apprezzarono
il gesto di Pasolini, definendolo contraddittorio dal
punto di vista ideologico, politico e sottolineandone
l'ipocrisia di un gesto simile alla vigilia della condanna
per vilipendio alla religione di Stato.
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