1961 Accattone
1962 Mamma Roma
1964 Il Vangelo secondo Matteo
1965 Uccellacci uccellini
1968 Teorema
1969 Medea
1970 Il Decameron

MAMMA ROMA
scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini (1962)

Vicenda: il film si apre con un banchetto di nozze: lo sposo, Carmine, è il protettore di Mamma Roma, una prostituta. Il matrimonio permette a Mamma Roma di liberarsi del suo protettore e di dare una svolta alla sua vita.
Mamma Roma, interpretata da una stupenda Anna Magnani, decide allora di andare a riprendere il figlio Ettore (ormai sedicenne), cresciuto in un paesino vicino Roma. Inizialmente i due vivono alla periferia est di Roma, poi però riescono, grazie ad alcuni soldi messi da parte da Mamma Roma a trasferirsi vicino Cinecittà. Qui Mamma Roma intende iniziare una nuova vita e acquista un banco di frutta al mercato; tenta poi di inserire in quella piccola società borghese da lei tanto sognata, anche il figlio Ettore che invece si dimostra il classico ragazzo di borgata pasoliniano.
Gli sforzi di Mamma Roma sono ostacolati anche dal ritorno di Carmine che in due occasioni costringerà Mamma Roma a prostituirsi nuovamente.
Mamma Roma pur di non far sapere al figlio il proprio passato subisce il ricatto e torna di nascosto a prostituirsi . I suoi sforzi sembrano realizzarsi quando trova lavoro per Ettore come cameriere in una trattoria. Egli però è troppo preso dagli amici e dalla scoperta del sesso per comprendere l' importanza degli sforzi della madre. Quando poi scopre che la madre si prostituisce, Ettore abbandona tutto preferendo la vita da mascalzone. Scoperto a rubare verrà arrestato e legato, dopo una crisi di nervi, al letto di contenzione. Qui vi morirà tra lo strazio atroce della madre e una lunga e inascoltata agonia. Anche in Mamma Roma centrale è la condizione sottoproletaria, e la sua impossibilità di riscattarsi. Quì però Pasolini affronta la colpa in modo diverso, l' impossibilità di arrivare ad una condizione sociale migliore è dovuta non solo all' innata ignoranza morale e materiale, dei personaggi, ma è dovuto anche al passato stesso da cui hanno avuto origine i protagonisti. Ettore non può far parte della società piccolo borghese poichè il figlio di Mamma Roma, ex prostituta che tenta di costruire un futuro migliore al figlio con gli stessi espedienti poveri come il ricatto e la prostituzione, di cui vuole liberarsi.
Mamma Roma è legata alla condizione inferiore e umiliante di prostituta che nasce dalla miseria stessa dei suoi genitori. Una miseria, una colpa che pesa di padre in figlio, i figli che pagano le colpe del passato.
Il film quindi risulta molto più introspettivo e psicologico rispetto ad Accattone e i personaggi sono più staccati dall' ambiente.
Due sequenze molto importanti nel film sono la scena tra il prete e Mamma Roma, e la scena finale in cui muore Ettore. Nella prima sequenza emerge chiaro il motivo della colpa sociale e dell' angoscia che Mamma Roma sente dentro di se per non aver dato nuova forma alla sua vita partendo da zero. Nella sequenza finale, dove Ettore è legato al letto di contenzione, Pasolini vuole creare un senso di angoscia lungo, doloroso, atroce scandito dal delirio del ragazzo che sta morendo. Attraverso stacchi continui quel delirio si fa tutt' uno con il dolore lacerante di Mamma Roma volta con lo sguardo verso i palazzi che tanto sognava di abitare ma che rappresentano solamente la sconfitta.