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MAMMA ROMA
scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini (1962)
Vicenda:
il film si apre con un banchetto di nozze: lo sposo,
Carmine, è il protettore di Mamma Roma, una prostituta.
Il matrimonio permette a Mamma Roma di liberarsi del
suo protettore e di dare una svolta alla sua vita.
Mamma Roma, interpretata da una stupenda Anna Magnani,
decide allora di andare a riprendere il figlio Ettore
(ormai sedicenne), cresciuto in un paesino vicino Roma.
Inizialmente i due vivono alla periferia est di Roma,
poi però riescono, grazie ad alcuni soldi messi
da parte da Mamma Roma a trasferirsi vicino Cinecittà.
Qui Mamma Roma intende iniziare una nuova vita e acquista
un banco di frutta al mercato; tenta poi di inserire
in quella piccola società borghese da lei tanto
sognata, anche il figlio Ettore che invece si dimostra
il classico ragazzo di borgata pasoliniano.
Gli sforzi di Mamma Roma sono ostacolati anche dal ritorno
di Carmine che in due occasioni costringerà Mamma
Roma a prostituirsi nuovamente.
Mamma Roma pur di non far sapere al figlio il proprio
passato subisce il ricatto e torna di nascosto a prostituirsi
. I suoi sforzi sembrano realizzarsi quando trova lavoro
per Ettore come cameriere in una trattoria. Egli però
è troppo preso dagli amici e dalla scoperta del
sesso per comprendere l' importanza degli sforzi della
madre. Quando poi scopre che la madre si prostituisce,
Ettore abbandona tutto preferendo la vita da mascalzone.
Scoperto a rubare verrà arrestato e legato, dopo
una crisi di nervi, al letto di contenzione. Qui vi
morirà tra lo strazio atroce della madre e una
lunga e inascoltata agonia. Anche in Mamma Roma centrale
è la condizione sottoproletaria, e la sua impossibilità
di riscattarsi. Quì però Pasolini affronta
la colpa in modo diverso, l' impossibilità di
arrivare ad una condizione sociale migliore è
dovuta non solo all' innata ignoranza morale e materiale,
dei personaggi, ma è dovuto anche al passato
stesso da cui hanno avuto origine i protagonisti. Ettore
non può far parte della società piccolo
borghese poichè il figlio di Mamma Roma, ex prostituta
che tenta di costruire un futuro migliore al figlio
con gli stessi espedienti poveri come il ricatto e la
prostituzione, di cui vuole liberarsi.
Mamma Roma è legata alla condizione inferiore
e umiliante di prostituta che nasce dalla miseria stessa
dei suoi genitori. Una miseria, una colpa che pesa di
padre in figlio, i figli che pagano le colpe del passato.
Il film quindi risulta molto più introspettivo
e psicologico rispetto ad Accattone e i personaggi sono
più staccati dall' ambiente.
Due sequenze molto importanti nel film sono la scena
tra il prete e Mamma Roma, e la scena finale in cui
muore Ettore. Nella prima sequenza emerge chiaro il
motivo della colpa sociale e dell' angoscia che Mamma
Roma sente dentro di se per non aver dato nuova forma
alla sua vita partendo da zero. Nella sequenza finale,
dove Ettore è legato al letto di contenzione,
Pasolini vuole creare un senso di angoscia lungo, doloroso,
atroce scandito dal delirio del ragazzo che sta morendo.
Attraverso stacchi continui quel delirio si fa tutt'
uno con il dolore lacerante di Mamma Roma volta con
lo sguardo verso i palazzi che tanto sognava di abitare
ma che rappresentano solamente la sconfitta.
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