1961 Accattone
1962 Mamma Roma
1964 Il Vangelo secondo Matteo
1965 Uccellacci uccellini
1968 Teorema
1969 Medea
1970 Il Decameron

ACCATTONE
scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini (1961)

La vicenda: Accattone è il soprannome di Vittorio, un ragazzo di borgata come tanti che passa il tempo con gli amici senza far nulla. Vive in una baracca, non ha un lavoro e si fa mantenere da una prostituta, Maddalena. Una notte però Maddalena viene arrestata e Accattone si ritrova solo senza soldi e senza cibo; egli chiederà aiuto alla ex moglie ma senza ottenere nulla. Poi Accattone incontra Stella, una ragazza di cui inconsciamente si innamora, ma che inizialmente tenterà di far prostituire per rimpiazzare Maddalena. Non riuscendo a convincere la ragazza Accattone inizia a rubare per poter tirare avanti, Stella cercherà di convincerlo ad iniziare una vita normale, e lo incita a trovarsi un lavoro. Accattone però non riesce ad ambientarsi come se il mondo comune gli fosse completamente estraneo, lascia quindi il lavoro e riprende a rubare. Colto sul fatto dalla polizia Accattone improvvisa una fuga durante la quale perderà la vita cadendo dalla moto.

Accattone rappresenta la trasposizione cinematografica dei precedenti lavori letterari di Pasolini. Tra "Accattone" e "Una vita violenta" ci sono molti punti in comuni, i luoghi, i protagonisti, il modo di raccontare; ma vi sono anche tante differenze che Pasolini stesso sottolinea, come ad esempio l'ideologia politica.
Il riscatto da una vita ai margini della dignità, che Tommasino trova nell'ideologia marxista è legata agli avvenimenti politici di quel momento in Ungheria, dove il rovesciamento dell'epoca staliniana da vita ad un rinnovamento dei partiti comunisti. Questi eventi per Pasolini sono esempio di prospettive migliori, di speranze che egli traduce nel piano letterario offrendo a Tommasino una possibilità che invece non viene offerta ad Accattone.
Accattone infatti si pone come contraddizione del sistema sociale e politico italiano degli anni sessanta. Dietro il servilismo e la vitalità del governo Tambroni, secondo Pasolini si nascondevano tutti gli antichi mali del nostro paese. Accattone quindi è simbolo di miseria materiale e morale, di ansia sbandata, di sensualità senza ideali. Non c'è altra soluzione attorno a lui, ne speranza politica, l'unica salvezza da una vita miserabile è la morte. Pasolini stesso afferma che la morte di Accattone deve essere una condanna nei confronti della condizione borghese.
In questo film resta comune all'opera letteraria la condizione del sottoproletariato. La mancanza di un riscatto, di una possibilità per i personaggi del film, primo tra tutti Accattone, però crea una atmosfera opprimente, claustrofobica. I luoghi tetri delle baracche, la condizione di ignoranza e rassegnazione sono talmente crudi e reali da sembrare fuori dal tempo. Gli attori che interpretano i personaggi non sono professionisti ma ragazzi di borgata, della stessa borgata che fa da scenario al film. Questa scelta di Pasolini vuole sottolineare il concetto di soggetto incontaminato, puro quale il ragazzo di borgata, che non può essere rappresentato che da esso stesso. Lo stile cinematografico di Pasolini in questo film è alquanto grezzo: il montaggio spesso è nervoso e alterna inquadrature con ritmi troppo diversi tra loro; la luce è dominante ma non in chiave simbolica, un uso inconsapevole della luce rende la scena, avvolte, accecante.
Questo dimostra la mancanza di tecnica cinematografica in Pasolini che però gli permette di sperimentare nuove narrazioni del reale non condzionate dal linguaggio cinematografico tradizionale.